Non esiste vento favorevole per il marinaio che non sa dove andare (cit. Seneca)
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martedì 26 maggio 2020

Lockdown: siamo pronti per le conseguenze?!

 


 

 

 

 

Recentemente ho fatto un'analisi su dati Istat dal 2003 al 2017, considerando i decessi sia a livello Totale che a livello di malattie respiratorie e infettive (tipologia che più si avvicina ai decessi per covid-19).
Per prima cosa colgo l'occasione per ribadire, anche in questo post, la mia tesi sul fatto che le morti per covid-19 si sovrappongono, per la quasi totalità, a quelle dovute ad altre cause di morte, in particolare a quelle causate da malattie respiratorie/infettive.

Infatti nel grafico che segue si può notare come i decessi per covid-19 (oltre 30.000) siano "in linea" con quelli causati negli anni passati da malattie respiratorie e infettive.
Si va dai circa 45.000 morti degli anni 2003-2008, agli oltre 67.000 del 2017 (linea rossa)!






Tuttavia, l'intento di questa ricerca, è stato quello di sottolineare un altro fatto, più importante.
Il punto centrale di questo studio è quello di aver constatato che, a partire dagli anni 2008/09 (guarda caso gli anni della Grande Crisi), ci sia stato un aumento crescente dei decessi Totali (vedi grafico che segue).



Questo trend lo si nota perfettamente anche nel grafico per malattie respiratorie e infettive (cerchio bianco).

La conclusione che se ne ricava è che,molto probabilmente, questo fenomeno sia strettamente correlato alle conseguenze economiche di quella crisi, conseguenze che stiamo ancora pagando...….

Dunque questa analisi non fa altro che confermare quanto sostengo da oltre due mesi, ossia che gli effetti di medio/lungo termine della "pandemia", quasi certamente, saranno più deleteri di quelli direttamente legati al virus, anche in termini di un'ulteriore crescita del numero dei decessi nei prossimi anni!!

sabato 9 maggio 2020

Osservazioni controcorrente sul “Coronavirus”




 
 
 
 
In questa mia riflessione riprendo alcune considerazioni fatte già a fine marzo, arricchendole di nuove informazioni raccolte e analizzate nelle ultime settimane, tra le quali l'ultimo aggiornamento del report "Covid 19", redatto dall'Istituto Superiore di Sanità.
In linea generale ritengo che su questa malattia si è avuto (in buona o cattiva fede) un approccio di eccessivo allarmismo (o addirittura di panico) da parte della maggioranza degli Stati, che potrà condurre, molto probabilmente, a risvolti economico, sociali e politici, più pericolosi del virus stesso!

Per affermare quanto suddetto, prima di tutto, desidero considerare i due macro errori di come si è gestita questa epidemia: il primo a livello Internazionale e il secondo a livello di singolo Stato (e qui mi soffermerò soprattutto sull’Italia!).

Per quanto riguarda “l’approccio internazionale”, intendo porre la mia attenzione sull’operato dell’OMS che non solo è caduto in una serie di dichiarazioni fuorvianti o contraddittorie (mascherine si/no, pandemia si/no, tamponi si/no, è più brava l’Italia, no la Svezia ecc.,ecc) ma, soprattutto, è stato latitante sia nell'individuare "buone pratiche di profilassi“ certe e condivise che, cosa ancor più grave, nel coordinare e nel tentare di realizzare protocolli di cura basati sull’esperienza di paesi precursori come la Cina (tante cure che da qualche settimana vengono attuate nel mondo, erano già state testate in Cina, come ad esempio il tocilizumab, il plasma immune, l'idrossiclorochina ecc.).

Per quanto riguarda “l’approccio interno”, mi soffermo essenzialmente su ciò che è accaduto in Italia (in special modo in Lombardia) in cui, al netto di una evidente situazione del “tutto nuova”, sono stati compiuti una serie di macro errori, tra cui i più lampanti sono: l’eccessiva ospedalizzazione dei casi di covid 19 e il triste caso delle RSA.
Il primo errore (eccessivo ricorso all’ospedale) è figlio di una politica regionale che ha privilegiato un concetto di “sanità curativa” (risolvere a valle il problema salute), piuttosto che mirare a investire soprattutto su una “sanità preventiva” (risolvere il problema a monte), che consiste non solo nell'effettuare analisi e screening ma nell'avere presidi di prossimità in grado di ridurre l’accesso ai pronto soccorso. In questo senso è molto importante, ad esempio, l’impiego dei medici di base che devono essere in grado di operare presso l’abitazione del paziente e non presso il loro studio, ragion per cui, se necessario, è importante aumentare il loro numero!
Il caso delle RSA ,invece, è palesemente un errore sanitario/funzionale che poco ha a che fare con l’imprevedibilità della situazione!

Vengo ora a spiegare le mie ragioni medico/statistiche che hanno contribuito a rendere, in termini di percepito dall’opinione pubblica, più drammatica e irrazionale l’approccio a questa epidemia.
Per fare questa analisi mi sono basato essenzialmente sul caso Italia.

Comincio prima dall'analisi statistica.
Ho verificato i dati Istat 2017 dai quali emerge che, ogni anno, muoiono in media oltre 50000 persone per malattie respiratorie in Italia. Buona parte di questi decessi avviene, ovviamente, nel periodo invernale (da dicembre a marzo ma ce ne sono diverse anche nel mese di agosto) e la maggior parte di esse (oltre il 95%!) riguarda persone nella fascia 65-95.
Ora se prendiamo i dati delle persone decedute per covid 19, ad oggi, sono circa 30000. Se è vero che il covid 19 è un coronavirus che attacca le vie respiratorie, i decessi, a livello Italia, sono perfettamente in linea con la suddetta media dei decessi per malattie respiratorie!
Ciò è confermato anche dall'età delle persone decedute per covid 19. Infatti la maggior parte di esse è concentrata nella stessa fascia 65-95 (vedi report ISS).

La mia ipotesi statistica, quindi, è che molte persone che sarebbero morte quest'anno a causa di una malattia respiratoria, essendo state anche contagiate dal covid 19, siano state conteggiate per quest'ultima causa di morte.
Inoltre, questa considerazione si potrebbe estendere, ad esempio, anche per coloro che "normalmente" sarebbero morti e classificati per una cardiopatia già in essere (non è stata effettuata infatti alcuna autopsia, nemmeno a campione!).
Quindi il covid 19 avrebbe praticamente velocizzato e concentrato nel tempo (vedi soprattutto il caso Lombardia), decessi che comunque ci sarebbero stati nel corso dell’anno!
Il covid 19 aggiungerebbe pochi  decessi "nuovi", per il resto ci sarebbe una sovrapposizione dei dati!
Difatti le stesse statistiche (vedi report ISS) dicono che solo un numero molto esiguo di "persone sane", senza una malattia pre esistente, muore a causa del covid 19!

Vengo ora alle considerazioni mediche.
Mi sorprende molto il fatto di aver letto nell'allegato report dell'ISS la notizia che, per quanto riguarda le terapie utilizzate per il covid 19, nell'85% dei casi siano stati utilizzati antibiotici.
Si sa che gli antibiotici non hanno alcun effetto su un virus e occorre usarli con molta parsimonia anche se l'intento è quello di evitare sovrainfezioni. Infatti sono assolutamente controproducenti in quanto distruggono il famoso microbiota (tutti quegli organismi e batteri che giocano a ns favore e che aiutano a far lavorare bene il ns sistema immunitario), determinando un enorme calo dell'efficacia delle ns difese immunitarie, proprio nel momento di maggior bisogno.
Ritengo che molti decessi siano stati causati anche da queste cure non adeguate!
Fortunatamente, da oltre un mese, molti ospedali (purtroppo in ordine sparso senza un coordinamento nazionale e internazionale!) sulla base della propria esperienza sul campo, sono riusciti a curare molto meglio le persone (plasma immune, idrossiclorochina, eparina,ecc.) e a svuotare, praticamente, le terapie intensive!!

Riassumendo, quindi, più che la pericolosità del virus in quanto tale, i fattori che hanno generato un eccessivo allarmismo ed un effetto di isteria collettiva, sono da ricercarsi nei seguenti fattori:
  • errori, sia a livello internazionale che nazionale, su come meglio approcciare l'epidemia (molti contagi si sarebbero potuti evitare)
  • estremo ritardo di cure mediche più adeguate a causa, soprattutto, della insipienza di coordinamento dell'OMS (molti decessi si sarebbero potuti così evitare)
  • mancanza di razionalità nel leggere i dati statistici (non ci troviamo di fronte ad una nuova peste!)
  • martellante campagna mediatica sull'opinione pubblica che ha causato un Errore Cognitivo nella corretta valutazione della realtà
Il Lockdown andava effettuato per le prime settimane, per dare tempo ai vari Stati di organizzarsi con le giuste cure e i corretti approcci di profilassi, tenendo successivamente "in quarantena" solo le persone immunodepresse e con malattie pre esistenti, tutti gli altri avrebbero potuto ritornare alle proprie attività (privilegiando per quanto possibile il lavoro a distanza) con le dovute accortezze (mascherine,ecc.). Infine sarebbe stato necessario riaprire le scuole, dato che i bambini era meglio non lascirli ai nonni!
 
 

lunedì 9 marzo 2020

Conservare lucidità guardando avanti

 

 
 
 
 
 
Gentile Cliente,
desidero fare una breve riflessione su quanto sta accadendo in queste ore di grande ansia.
Da qualche settimana a questa parte i Media (grazie anche alla "collaborazione" creata da qualche Governo….),  ci stanno presentando notizie e numeri che assomigliano più a un bollettino di guerra che al racconto dell’evoluzione di una epidemia.
Tutto questo avrebbe come conseguenza il crollo del “sistema mondo” così come lo abbiamo conosciuto e vissuto fino ad oggi, con conseguenze economico e sociali inimmaginabili......
E’ questa la “narrazione” che si sta insinuando nell’Opinione pubblica (il cosiddetto “percepito”!).
Ed è la stessa narrazione che pervade anche i Mercati Finanziari, come se all’improvviso tutto ciò in cui si è investito fino ad oggi si rivelasse superfluo, sovrastimato, insostenibile o addirittura inutile.
Il Mondo (per fortuna) ha già vissuto esperienze simili nel passato, in cui ogni “retta via sembrava smarrita” e alla fine tutto è stato superato e ricostruito perché il “Mondo vive nelle nostre menti prima che nella realtà materiale esposta ai cataclismi”!
Non penso che questa volta andrà diversamente…..Ci saranno certamente dei cambiamenti, anche positivi (potrà essere rafforzato il sistema sanitario a livello mondiale, ci sarà un maggiore rispetto per l’Ambiente e una maggiore attenzione per la Sostenibilità, inizierà una vera rivoluzione nel modo di lavorare, ci si renderà conto che il Mondo avrà bisogno di un più grande spirito di collaborazione, ecc.) ma credo che Nessuno rinuncerà definitivamente a fare un viaggio, ad assistere ad uno spettacolo, ad andare con gli amici al ristorante……
La vita normale riprenderà appena questa emergenza finirà e in quel momento, sono certo che l’esplosione di gioia, di euforia, di rinascita che coinvolgerà ciascuno nel Mondo, finirà con il contaminare anche i Mercati Finanziari!
 
 

martedì 4 febbraio 2020

Impatto delle Epidemie sui Mercati

 

 
 
 
 
 
 
Gentile Cliente,

ad integrazione della mia ultima mail sulla questione "Coronavirus", desidero inviarle una interessante Ricerca che sono riuscito a trovare su un sito americano, la quale mostra gli effetti che in passato le varie epidemia/pandemie hanno avuto sui mercati finanziari.
Dal grafico si evince che le Borse, in genere, se ne sono fregate alquanto delle varie epidemie!
Soltanto con l'Ebola di fine 2018 si sono riscontrate conseguenze negative, ma ciò è da imputarsi essenzialmente ad altre ragioni ben note (politica monetaria fortemente restrittiva da parte della Fed!).



 

giovedì 30 gennaio 2020

Considerazioni sul fenomeno "Coronavirus"....Tanto rumore per nulla!?

 


 

 

 

 

 Gentile Cliente,
 

alla luce della notizia che da alcuni giorni occupa le prime pagine dei Media di tutto il mondo, desidero fare una breve riflessione personale non tanto da un punto di vista medico (non avrei alcuna competenza in merito) ma dal punto di vista sia Economico che dell’ Errore Cognitivo in cui, ahimè, spesso molte persone (mè compreso) possono cadere.
 

Per prima cosa, quasi tutti i commentatori economici sono del parere che se il cordone sanitario creato innanzitutto in Cina funzionerà, il rischio di una “frenata” dei consumi cinesi rientrerà molto velocemente (ed anche i suoi effetti sul resto del Mondo).
 

Questa sembra l’ipotesi a cui, attualmente, la maggioranza degli investitori dà più credito, sia per la tempestività con cui il Governo cinese ha iniziato ad affrontare l’epidemia sia per la trasparenza (a differenza di quanto successe nel 2002 con la Sars) con cui lo stesso Governo ha informato OMS e il Mondo intero!
 

Veniamo al secondo punto, forse più importante, che riguarda l’Errore Cognitivo che spesso commettiamo quando non utilizziamo pienamente i "filtri razionali" nell'analizzare la realtà dei fatti.
 

Ebbene, affrontando le problematiche di questa epidemia da un punto di vista statistico e, quindi, più razionale, ci si accorge che nel Mondo ci sono tante altre cause di morte che dovrebbero riscuotere, da parte nostra, molta più attenzione (in quanto statisticamente più probabili).
 

In particolare ho trovato nel sito dell’OMS una statistica (clicca qui) in cui si mostrano le stime mondiali di decessi, solo per complicanze respiratorie, dovute al “comune” virus dell’influenza (si parla tra le 290 e le 650 mila persone all’anno!).
Se si si considerano anche i decessi per complicanze cardio-vascolari, le stime sono ancora più alte.
Tutti questi decessi, ogni anno, passano inosservati alla maggior parte di noi e non creano alcun allarmismo!
 

Ritengo che ciò accada perché i Media ed Internet in generale, grazie anche alla loro pervasività, hanno il potere di "indirizzare le notizie" o in modo strumentale o in modo superficiale, creando paure e allarmismo nelle persone le quali, spesso, utilizzano un approccio non appropriato per esprimere un corretto giudizio dei fatti.
 

Sono sempre più convinto che oggi il vero virus da combattere resta quello della “Disinformazione”!