Non esiste vento favorevole per il marinaio che non sa dove andare (cit. Seneca)

sabato 9 maggio 2020

Osservazioni controcorrente sul “Coronavirus”




 
 
 
 
In questa mia riflessione riprendo alcune considerazioni fatte già a fine marzo, arricchendole di nuove informazioni raccolte e analizzate nelle ultime settimane, tra le quali l'ultimo aggiornamento del report "Covid 19", redatto dall'Istituto Superiore di Sanità.
In linea generale ritengo che su questa malattia si è avuto (in buona o cattiva fede) un approccio di eccessivo allarmismo (o addirittura di panico) da parte della maggioranza degli Stati, che potrà condurre, molto probabilmente, a risvolti economico, sociali e politici, più pericolosi del virus stesso!

Per affermare quanto suddetto, prima di tutto, desidero considerare i due macro errori di come si è gestita questa epidemia: il primo a livello Internazionale e il secondo a livello di singolo Stato (e qui mi soffermerò soprattutto sull’Italia!).

Per quanto riguarda “l’approccio internazionale”, intendo porre la mia attenzione sull’operato dell’OMS che non solo è caduto in una serie di dichiarazioni fuorvianti o contraddittorie (mascherine si/no, pandemia si/no, tamponi si/no, è più brava l’Italia, no la Svezia ecc.,ecc) ma, soprattutto, è stato latitante sia nell'individuare "buone pratiche di profilassi“ certe e condivise che, cosa ancor più grave, nel coordinare e nel tentare di realizzare protocolli di cura basati sull’esperienza di paesi precursori come la Cina (tante cure che da qualche settimana vengono attuate nel mondo, erano già state testate in Cina, come ad esempio il tocilizumab, il plasma immune, l'idrossiclorochina ecc.).

Per quanto riguarda “l’approccio interno”, mi soffermo essenzialmente su ciò che è accaduto in Italia (in special modo in Lombardia) in cui, al netto di una evidente situazione del “tutto nuova”, sono stati compiuti una serie di macro errori, tra cui i più lampanti sono: l’eccessiva ospedalizzazione dei casi di covid 19 e il triste caso delle RSA.
Il primo errore (eccessivo ricorso all’ospedale) è figlio di una politica regionale che ha privilegiato un concetto di “sanità curativa” (risolvere a valle il problema salute), piuttosto che mirare a investire soprattutto su una “sanità preventiva” (risolvere il problema a monte), che consiste non solo nell'effettuare analisi e screening ma nell'avere presidi di prossimità in grado di ridurre l’accesso ai pronto soccorso. In questo senso è molto importante, ad esempio, l’impiego dei medici di base che devono essere in grado di operare presso l’abitazione del paziente e non presso il loro studio, ragion per cui, se necessario, è importante aumentare il loro numero!
Il caso delle RSA ,invece, è palesemente un errore sanitario/funzionale che poco ha a che fare con l’imprevedibilità della situazione!

Vengo ora a spiegare le mie ragioni medico/statistiche che hanno contribuito a rendere, in termini di percepito dall’opinione pubblica, più drammatica e irrazionale l’approccio a questa epidemia.
Per fare questa analisi mi sono basato essenzialmente sul caso Italia.

Comincio prima dall'analisi statistica.
Ho verificato i dati Istat 2017 dai quali emerge che, ogni anno, muoiono in media oltre 50000 persone per malattie respiratorie in Italia. Buona parte di questi decessi avviene, ovviamente, nel periodo invernale (da dicembre a marzo ma ce ne sono diverse anche nel mese di agosto) e la maggior parte di esse (oltre il 95%!) riguarda persone nella fascia 65-95.
Ora se prendiamo i dati delle persone decedute per covid 19, ad oggi, sono circa 30000. Se è vero che il covid 19 è un coronavirus che attacca le vie respiratorie, i decessi, a livello Italia, sono perfettamente in linea con la suddetta media dei decessi per malattie respiratorie!
Ciò è confermato anche dall'età delle persone decedute per covid 19. Infatti la maggior parte di esse è concentrata nella stessa fascia 65-95 (vedi report ISS).

La mia ipotesi statistica, quindi, è che molte persone che sarebbero morte quest'anno a causa di una malattia respiratoria, essendo state anche contagiate dal covid 19, siano state conteggiate per quest'ultima causa di morte.
Inoltre, questa considerazione si potrebbe estendere, ad esempio, anche per coloro che "normalmente" sarebbero morti e classificati per una cardiopatia già in essere (non è stata effettuata infatti alcuna autopsia, nemmeno a campione!).
Quindi il covid 19 avrebbe praticamente velocizzato e concentrato nel tempo (vedi soprattutto il caso Lombardia), decessi che comunque ci sarebbero stati nel corso dell’anno!
Il covid 19 aggiungerebbe pochi  decessi "nuovi", per il resto ci sarebbe una sovrapposizione dei dati!
Difatti le stesse statistiche (vedi report ISS) dicono che solo un numero molto esiguo di "persone sane", senza una malattia pre esistente, muore a causa del covid 19!

Vengo ora alle considerazioni mediche.
Mi sorprende molto il fatto di aver letto nell'allegato report dell'ISS la notizia che, per quanto riguarda le terapie utilizzate per il covid 19, nell'85% dei casi siano stati utilizzati antibiotici.
Si sa che gli antibiotici non hanno alcun effetto su un virus e occorre usarli con molta parsimonia anche se l'intento è quello di evitare sovrainfezioni. Infatti sono assolutamente controproducenti in quanto distruggono il famoso microbiota (tutti quegli organismi e batteri che giocano a ns favore e che aiutano a far lavorare bene il ns sistema immunitario), determinando un enorme calo dell'efficacia delle ns difese immunitarie, proprio nel momento di maggior bisogno.
Ritengo che molti decessi siano stati causati anche da queste cure non adeguate!
Fortunatamente, da oltre un mese, molti ospedali (purtroppo in ordine sparso senza un coordinamento nazionale e internazionale!) sulla base della propria esperienza sul campo, sono riusciti a curare molto meglio le persone (plasma immune, idrossiclorochina, eparina,ecc.) e a svuotare, praticamente, le terapie intensive!!

Riassumendo, quindi, più che la pericolosità del virus in quanto tale, i fattori che hanno generato un eccessivo allarmismo ed un effetto di isteria collettiva, sono da ricercarsi nei seguenti fattori:
  • errori, sia a livello internazionale che nazionale, su come meglio approcciare l'epidemia (molti contagi si sarebbero potuti evitare)
  • estremo ritardo di cure mediche più adeguate a causa, soprattutto, della insipienza di coordinamento dell'OMS (molti decessi si sarebbero potuti così evitare)
  • mancanza di razionalità nel leggere i dati statistici (non ci troviamo di fronte ad una nuova peste!)
  • martellante campagna mediatica sull'opinione pubblica che ha causato un Errore Cognitivo nella corretta valutazione della realtà
Il Lockdown andava effettuato per le prime settimane, per dare tempo ai vari Stati di organizzarsi con le giuste cure e i corretti approcci di profilassi, tenendo successivamente "in quarantena" solo le persone immunodepresse e con malattie pre esistenti, tutti gli altri avrebbero potuto ritornare alle proprie attività (privilegiando per quanto possibile il lavoro a distanza) con le dovute accortezze (mascherine,ecc.). Infine sarebbe stato necessario riaprire le scuole, dato che i bambini era meglio non lascirli ai nonni!
 
 

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