Non esiste vento favorevole per il marinaio che non sa dove andare (cit. Seneca)

lunedì 10 febbraio 2020

Analisi dei Mercati -Febbraio 2020-

 


 

 

 

Gentile Cliente,

sono ad inviare l'aggiornamento mensile di febbraio con i dati aggiornati al 31 gennaio u.s.

Il quadro generale evidenzia una tenuta di fondo dell'impostazione positiva dei Mercati finanziari, nonostante la comparsa del Coronavirus che tanto clamore ha destato e continua, in parte, a destare (soprattutto fra i Media!).

Gli indicatori anticipatori del Ciclo Economico che utilizzo (vedi Grafici), dopo che nei mesi scorsi avevano evidenziato un certo deterioramento (tuttavia non preoccupante), da quest'anno sembra che abbiano dato un primo segnale di ripresa o di stabilizzazione.

Anche l'Analisi previsionale (vedi Grafici) sui principali Mercati azionari, continua a evidenziare, almeno nel medio-lungo termine, una tendenza positiva.

Resta sempre possibile una correzione, la quale quando si manifesterà, sarà imputabile più a cattive notizie economiche (sebbene non drammatiche!) che ad eventi geopolitici o di "carattere medico".

Anche il Mercato obbligazionario dovrebbe continuare la fase di stabilizzazione senza creare, per il momento, grossi grattacapi ai possessori di questa asset class, anzi regalando ancora qualche "piccola" soddisfazione.

Il cambio euro/dollaro, è visto in recupero nelle prossime settimane (euro più forte). Questa previsione presenta maggiori probabilità di realizzarsi soprattutto nel medio-lungo termine.

Ne deriva la possibilità di switchare (con calma) i propri investimenti in $, in strumenti a valuta coperta (almeno in parte).

Infine per quanto riguarda le Commodity, notiamo che l'Oro continua a mostrare segnali positivi nel medio-lungo termine. L'utilizzo di buoni fondi che investono nelle società aurifere, potrebbe essere una buona diversificazione di portafoglio.

Anche se il Petrolio potrebbe evidenziare, nel breve-medio termine, una ripresa dei prezzi, non mi sento di consigliare un investimento in questa asset class, in quanto molto volatile e molto legata a vicende "geo-politiche" (Opec, Shale oil, ecc)!

Restando a disposizione per eventuali ed ulteriori approfondimenti, colgo l'occasione per inviare cordiali saluti.

martedì 4 febbraio 2020

Impatto delle Epidemie sui Mercati

 

 
 
 
 
 
 
Gentile Cliente,

ad integrazione della mia ultima mail sulla questione "Coronavirus", desidero inviarle una interessante Ricerca che sono riuscito a trovare su un sito americano, la quale mostra gli effetti che in passato le varie epidemia/pandemie hanno avuto sui mercati finanziari.
Dal grafico si evince che le Borse, in genere, se ne sono fregate alquanto delle varie epidemie!
Soltanto con l'Ebola di fine 2018 si sono riscontrate conseguenze negative, ma ciò è da imputarsi essenzialmente ad altre ragioni ben note (politica monetaria fortemente restrittiva da parte della Fed!).



 

giovedì 30 gennaio 2020

Considerazioni sul fenomeno "Coronavirus"....Tanto rumore per nulla!?

 


 

 

 

 

 Gentile Cliente,
 

alla luce della notizia che da alcuni giorni occupa le prime pagine dei Media di tutto il mondo, desidero fare una breve riflessione personale non tanto da un punto di vista medico (non avrei alcuna competenza in merito) ma dal punto di vista sia Economico che dell’ Errore Cognitivo in cui, ahimè, spesso molte persone (mè compreso) possono cadere.
 

Per prima cosa, quasi tutti i commentatori economici sono del parere che se il cordone sanitario creato innanzitutto in Cina funzionerà, il rischio di una “frenata” dei consumi cinesi rientrerà molto velocemente (ed anche i suoi effetti sul resto del Mondo).
 

Questa sembra l’ipotesi a cui, attualmente, la maggioranza degli investitori dà più credito, sia per la tempestività con cui il Governo cinese ha iniziato ad affrontare l’epidemia sia per la trasparenza (a differenza di quanto successe nel 2002 con la Sars) con cui lo stesso Governo ha informato OMS e il Mondo intero!
 

Veniamo al secondo punto, forse più importante, che riguarda l’Errore Cognitivo che spesso commettiamo quando non utilizziamo pienamente i "filtri razionali" nell'analizzare la realtà dei fatti.
 

Ebbene, affrontando le problematiche di questa epidemia da un punto di vista statistico e, quindi, più razionale, ci si accorge che nel Mondo ci sono tante altre cause di morte che dovrebbero riscuotere, da parte nostra, molta più attenzione (in quanto statisticamente più probabili).
 

In particolare ho trovato nel sito dell’OMS una statistica (clicca qui) in cui si mostrano le stime mondiali di decessi, solo per complicanze respiratorie, dovute al “comune” virus dell’influenza (si parla tra le 290 e le 650 mila persone all’anno!).
Se si si considerano anche i decessi per complicanze cardio-vascolari, le stime sono ancora più alte.
Tutti questi decessi, ogni anno, passano inosservati alla maggior parte di noi e non creano alcun allarmismo!
 

Ritengo che ciò accada perché i Media ed Internet in generale, grazie anche alla loro pervasività, hanno il potere di "indirizzare le notizie" o in modo strumentale o in modo superficiale, creando paure e allarmismo nelle persone le quali, spesso, utilizzano un approccio non appropriato per esprimere un corretto giudizio dei fatti.
 

Sono sempre più convinto che oggi il vero virus da combattere resta quello della “Disinformazione”!



mercoledì 15 gennaio 2020

Analisi dei Mercati -Gennaio 2020-

 

 
 
 
 
Gentile Cliente,
prima di tutto Buon Anno!

Come è usanza, in questi giorni, tutti gli "addetti ai lavori" presentano i propri Outlook per il nuovo anno (nei prossimi giorni parteciperò infatti ad incontri con alcune Case di gestione).

Anche io, in questa mail, mi accingo a presentare, in maniera molto sintetica, le mie Previsioni.
Dunque, i principali mercati Equity mostrano una tendenza di fondo ancora positiva per i prossimi mesi.
L'Azionario resta ancora  il "mondo migliore" dove investire!
In tal senso è possibile sovrappesare Europa e Mercati Emergenti (Asia in particolare) meno cari, Usa neutrali.
A livello settoriale, sovrappesare Infrastrutture, Biotecnologie, Tematiche ESG e Tecnologici.
Resta, tuttavia, sempre molto probabile uno "stop salutare" entro le prossime settimane da sfruttare, però, come occasione di acquisto!
Il mercato Obbligazionario Governativo e Corporate, almeno nella prima parte dell'anno, dovrebbe proseguire in maniera abbastanza laterale senza "grossi" guadagni o perdite.
Viceversa, le Obbligazioni dei Paesi Emergenti potrebbero mostrare un certo brio grazie ad una debolezza del dollaro a seguito sia dell'attenuazione della "guerra commerciale" che di una politica monetaria "accomodante".
Infine una buona opportunità di investimento, in termini di rischio/rendimento, potrebbe essere offerta dalle Obbligazioni Bancarie europee a seguito sia della presenza di rendimenti ancora interessanti che di un rafforzamento patrimoniale dell'intero sistema. 
Per quanto riguarda le Commodity, l'Oro continuerà ad avere un trend sostanzialmente positivo nel 2020 sia per le attuali tensioni geopolitiche che, soprattutto, per aspettative di una debolezza del dollaro (ci sono tuttavia anche altre dinamiche che propendono per un rialzo come ad esempio importanti acquisti da parte della banca cinese!).
Il petrolio, così come è stato per l'anno appena trascorso, continuerà ad avere un andamento laterale (range 55-60$ con possibili "uscite" momentanee in un senso o nell'altro).
Nei prossimi aggiornamenti mensili verificheremo se quanto detto sarà in tutto o in parte confermato. 
 
Stay Tuned!


mercoledì 18 dicembre 2019

Il Tempo è il vero alleato dell' Investitore.....

 


 

 

 

In questo articolo intendo affrontare il tema dell’importanza del Fattore Tempo negli Investimenti!

Da investitori, spesso, ci troviamo a prendere una decisione rispetto all’annosa domanda relativa al Tempo necessario (e ottimale) per rimanere investiti, al fine di avere una buona probabilità di ottenere un risultato soddisfacente.
Quindi, quanto deve essere lungo il periodo di Tempo da concedere ai nostri investimenti: 5, 10, o 20 anni?
 

L’analisi condotta sulla serie storica dell’indice S&P500 dal 1871 al 2016, ci fornisce un aiuto nel dare una risposta al nostro quesito.
 

E’ stato ipotizzato un investimento di 100$ a gennaio del 1871 detenuto per 20 anni ininterrottamente fino al gennaio 1891. Il calcolo del rendimento dopo 20 anni è stato effettuato tenendo conto dei dividendi e dell’inflazione!
La stessa operazione è stata fatta investendo gli stessi 100$ nel gennaio dell’anno successivo (1872), detenuti ininterrottamente fino al gennaio del 1892 e così via per i successivi 125 anni.
Si è ottenuta, così, una serie storica dei rendimenti, su base annua, degli investimenti ventennali.
Dall’analisi si evince che coloro che avessero investito con questo orizzonte di tempo, avrebbero ottenuto in media un 5% di rendimento reale annuo a fronte di una volatilità di circa il 3%.
 

Ma la cosa ancora più interessante è che Nessuno avrebbe MAI PERSO!!
 

Persino l’investitore che avesse investito nel periodo più sfortunato, che va dal 1929 al 1949 (Grande Depressione e II Guerra Mondiale), avrebbe ottenuto un rendimento reale annuo positivo dello 0,10%. Non Male!!!
 

La stessa operazione è stata effettuata anche per periodi di tempo più brevi (vedi la slide che segue)

 

 

Ad esempio, considerando l’orizzonte di 10 anni (grafico in verde) si nota come, in media, si sia ottenuto un rendimento medio annuo del 5,7% con una volatilità del 5,2%. Occorre aggiungere che chi avesse optato per un orizzonte temporale del genere, avrebbe ottenuto un risultato positivo nell’86% dei casi rispetto alla “certezza” dell’investimento ventennale (pur sempre un’ottima probabilità!).

Termino questa breve digressione, affrontando, nella slide seguente, il tema di chi pensa che l’investimento in azioni sia troppo rischioso, rispetto a quello obbligazionario.



In questo grafico si evince che in 145 anni, l’investimento azionario ha, in media, sovraperformato quello obbligazionario con un rendimento medio annuo del 5% rispetto al 2,2%, a fronte, per'altro, di una volatilità molto simile (2,9% rispetto al 2,4%).
 
Queste analisi ci suggeriscono che può essere saggio e vantaggioso tenere una parte del proprio portafoglio investito in Azioni (meglio attraverso buoni fondi che permettono una maggiore diversificazione) cercando, comunque, di trovare il giusto mix in relazione al proprio profilo di rischio e al proprio orizzonte temporale